Viaggiare il Giappone: prima tappa Tokyo-Kyoto

Atterrare in Giappone è un esperienza unica.

Il modo in cui per anni abbiamo imparato a comunicare e a rapportarci con il prossimo viene stravolto. Non solo la lingua, ma gli suardi, i gesti,  le posture, assumono un significato diverso che può facilmente essere interpretato in modo contrario alle nostre intenzioni.

Kyoto Fila di Torii al tempio Shintoista Fushimi-Inari Taisha

Kyoto Fila di Torii al tempio Shintoista Fushimi-Inari Taisha

La prima tappa del nostro viaggio parte da Tokyo e termina a Kyoto.

Tokyo divento’ capitale  nel 1603 (anche se ufficialmente solo dal 1868), quando il signore della guerra Shogun, Tokugawa Ieysau, stabili’ qui la sede del suo governo.

Kyoto Kinkaku-ji,padiglione d'oro

Kyoto Kinkaku-ji,padiglione d’oro

All’epoca la città si chiamava Edo, tuttavia rimane ben poco di quella che già alla fine del XVIII secolo, era la città più popolosa del mondo, con un moderno piano urbanistico, addirittura comprendente di un sistema municipale di raccolta e riciclaggio rifiuti. Tokyo oggi è una città frenetica, di luci colorate, di grattacieli, di ristoranti, una metropoli pulsante che non dorme mai. Su una qualsiasi linea della sua complicata e moderna metropolitana, si incontrano i famosi uomini-salario (Sararīman). Escono a tarda ora esausti dai loro uffici, in cravatta e camicia rigorosamente bianca. Appena si siedono sui lindi sedili del treno si addormentano in un sonno profondo. Oppure si intravedono ragazzini vestiti da personaggi dei fumetti, che girano per i quartieri di Shibuya e Shinjuku, entrano in gruppo in un Karaoke o in una sala giochi.

Kyoto Tempio Buddista Ginkaku-Ji. Costruito da Ashikaga Yoshimasa nel 1482

Kyoto Tempio Buddista Ginkaku-Ji. Costruito da Ashikaga Yoshimasa nel 1482

L’occhio occidentale non riesce a cogliere l’essenza di questo mondo, del resto siamo appena arrivati e tutto ci sembra alieno, o forse gli alieni siamo noi. Trovare il Giappone tradizionale a Tokyo è impresa ardua. Tra le viuzze di Yoyogi cerchiamo un po’ di calma e di silenzio dentro uno dei mille ristoranti che offrono Sushi e Sashimi a prezzi irrisori.  Scopriamo in questi luoghi i modi cortesi dei giapponesi, i loro inchini di ringraziamento, il rispetto per il cliente, la loro precisione e pulizia. Se si ha la fortuna di trovare un vicino che parla inglese è molto semplice intraprendere una conversazione leggera, l’Europa li incuriosisce e forse l’Italia ancora di più.

Tokyo Senso-Ji Tempio buddista dedicato a Kannon

Tokyo Senso-Ji Tempio buddista dedicato a Kannon

Il bus notturno che ci conduce a Kyoto ci catapulta in una realtà molto diversa. Donne in chimono affollano le strade di Gion, l’antico quartiere un tempo frequentato da  Geishe e dai proprietari dei più prestigiosi teatri ti kabuki del GIappone, che sembra essersi fermato al XVIII secolo.

Ai piedi delle verdi colline che delimitano l’area urbana si incontrano complessi templi buddisti e santuari shintoisti ad ogni angolo. Le due religioni coesistono nel paese da quando il Buddismo fu importato dalla Corea nel sesto secolo. Oggi i giapponesi si professano buddisti e shintoisti allo stesso tempo.  I santuari si riconoscono dai Torii (porte d’ingresso composte da due colonne e da un palo orizzontale tradizionalmente dipinto di rosso) e sono generalmente costruiti in luoghi sacri.

Shoren-in Kyoto

Shoren-in Kyoto

L’architettura degli edifici è affascinante, i legni scolpiti, i tetti ondulati e curvi, le pagode che si innalzano verso il cielo. I giardini che circondano questi posti dediti alla meditazione o alla preghiera, sono immacolati, siano essi Giardini Zen (di rocce e sabbia bianca), Kaiyu-shiki-teien ( giardini dove si segue un percorso preciso per ammirare i piccoli paesaggi ricostruiti), o Roij (giardini che circondano le case da te). Capire la religione giapponese non è facile per il turista occidentale, le centinaia di statue sono ricche di significati simbolici, ogni tempio si riconosce in un monaco diverso e spesso appartengono a tipi di buddismo autonomo.

Lanterna

Lanterna

Kyoto vanta 17 siti designati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La visita della città richiederebbe almeno una settimana, ma la cosa più preziosa (malgrado ricostruita fedelmente dopo un recente incendio) è forse il Kinkaku-Ji o Padiglione d’Oro costruito nel 1397 come residenza dello  Shogun Yoshimitsu e trasformato in tempio da suo figlio.

Tokyo e Kyoto, la modernità e la tradizione, due modi di intendere il Giappone che coesistono ma non si escludono.

Prossima tappa Hiroshima.

Testo e foto di Matteo Manfredini

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Scritto da rem@rk il ago 27 2013. Registrato sotto Il paese del Sol Levante, Tourist- Partenza da Re arrivo nel mondo-, viaggi. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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