SEI DI REGGIO SE… CONOSCI QUESTI DOLCI!

Il profumo della ciambella appena cotta. Le deliziose pesche ripiene o le introvabili ‘mistocche’, dolci fatti con farina di mais, uvetta e sassolino.  Sapori e profumi si legano in modo indelebile ai nostri ricordi.

La cucina lega da sempre gli uomini alle tradizioni, che nel caso dei reggiani, usano ancora oggi  preparare dolci in casa, per festeggiare sentite ricorrenze. Sono diversi i dolci tipici del nostro territorio, come i tortellini fritti e ripieni al pesto, che si trovano in molti forni ancora oggi nel periodo invernale. Liffi anche quelli alla crema (o marmellata) che accompagnano i pranzi e cene dei reggiani da novembre ai primi di gennaio.

Foto di Annovi

Foto di Annovi

E tra questi ricordi, affiora anche il profumo dell’arancio, bruciato sulla brace del camino o nelle stufe a legna, per camuffare l’odore di fritto degli amati ‘turtleìn fret’ o degli intrigoni. Siamo andati alla riscoperta di questi dolci, ancora fortunatamente reperibili in molti forni e pasticcerie reggiane. Nonché, presso gli stand di volontari o associazioni (come la Pro Loco) durante sagre e fiere di paese. Ecco un breve ‘vademedum’ dei dolci tipici reggiani. Se non ne avete mai assaggiato uno… toglietevi dalla testa e dalla vostra carta d’identità l’appellativo di ‘reggiani doc’!

 

EVER GREEN

Ci sono dolci che i reggiani amano mangiare in ogni stagione! Un esempio? La torta di tagliatelline o la torta di riso!

ZòPPA INGLèISA

zuppa-inglese

Se un ristorante espone con orgoglio una zuppa inglese fatta in casa, ci sarà un ingrediente segreto nella ricetta della cuoca: statene certi! Questa è una ricetta che si tramanda da innumerevoli generazioni ma nel tempo, ogni cuoco, ha cercato di farla  propria con un proprio ingrediente segreto. O semplicemente dosando in modo diverso gli ingredienti principali. Se passate dalle nostre parti dovete assolutamente assaggiarla, anche se non andate pazzi per lo zabaglione. E’ come andare a Roma e non visitare il Colosseo!

 

CIAMBELLE AL FORNO

ciambella

Per creare una buona ciambella si utilizzano ingredienti semplici e genuini: farina di tipo 0, zucchero, fecola, margarina, uova, olio vegetale, scorza di limone, sale, latte, agente lievitante. Un dolce che non manca mai nelle tavole dei reggiani, nemmeno per le festività più attese. Attenzione però a quando la orinate. Il suo nome cambia a seconda delle zone: la ciambella reggiana è conosciuta tradizionalmente col nome dialettale di buzzilàn. Veniva venduto un tempo da ambulanti ed era creato sulla base di una ricetta dell’ottocento di Leopoldo Bigi. Imparentato con il buccellato toscano, da cui deriva probabilmente il nome, testimonia il forte legame mercantile che ha sempre unito l’Emilia alla Toscana. Nella “bassa” padana, lungo il Po, prende nome di balsòn.Da bagnare con il vino dolce! E’ un vero ‘must’ che potrete offrire ai vostri ospiti in qualsiasi stagione ed è anche economico!
LA TORTA DI SCANDIANO

Servita con tanto di logo!

Scusate il ‘patriottismo’ ma sono scandianese e non posso esimermi dal segnalare il fiore all’occhiello della Pasticceria Pigoni di Via Guttuso a Scandiano: la famosa torta Scandiano.  Fatta con ingredienti semplici, risulta però al palato davvero deliziosa nel suo impasto di: burro, uova, zucchero, farina 00 di grano tenero, mandorle pelate, cioccolata gianduia, fecola, noci, nocciole e miele! Un vero e proprio omaggio alla città di Scandiano, con il logo della Rocca che prende forma sulla torta morbida, grazie ad una spolverata di zucchero a velo. La si trova in pasticceria tutto l’anno, ma per Natale e Santa Caterina serve ordinarla. Per prepararla servono 15 minuti, prima di lasciarla nel forno per altri 40 minuti. E’ una ottima alternativa alla classica ciambella o alla ‘torta tagliatella’ che usavano preparare le donne per il pranzo della domenica. Da abbinare a spumante o a una tazza fumante di tè caldo.

 

I DOLCI DI CARNEVALE

Biscotti di Carnevale

Biscotti di Carnevale

Chi ricorda gli ‘sgonfietti’ di cui parla la famosa cuoca Marta Ferrari nel suo ricettario? Un impasto simile a quello della ciambella che si serviva per Carnevale, come le tagliatelle fritte o  gli ‘intrigòun’, che si trovano in ogni forno, pasticceria della provincia, fritti o al forno (più rari). Il nome degli intrigoni cambia da zona a zona: chiacchiere, frappe o lattughe (bassa emiliana) sono altri due nomi che si danno a questi dolci. Naturalmente in vendita anche biscotti dalle forme più bizzarre e oggi sempre più diffuse, anche le frittelline ripiene di crema!

 

DOLCI INVERNALI

Spongata e tortellini di Natale a casa Remark

Spongata e tortellini di Natale a casa Remark

Noi reggiani facciamo come gli orsi, che si cibano di alimenti liffe per ‘sopravvivere’ all’inverno e al suo pungente freddo! Questo è un periodo particolarmente amato dai reggiani, che possono cimentarsi ai fornelli recuperando qualche vecchia ricetta o acquistare spongate fatte in casa nelle migliori pasticcerie della città.Vi abbiamo già parlato del famoso Biscione e vi abbiamo anche suggerito dove acquiatarlo. Comprese le Favette, che anticipano i dolci di Natale nella giornata di Halloween.  Cosa manca all’appello?

RICHIESTISSIMI I TORTELLINI AL FORNO

Da metà novembre sino al giorno di Natale, in tanti reggiani scelgono di acquistare i tortellini al forno ripieni di marmellata di prugne. Immancabili in vetrina anche i tortellini nella versione fritta, ripieni di pesto o crema, fatti proprio seguendo la ricetta di una volta. Se si opta per i tortellini al forno, e volete cucinarli in casa (4 persone), serve mettere nel carrello della spesa 150 gr burro, zucchero, 3 uova, Sassolino, Aroma di limone e vaniglia, lievito per dolci, 550 gr di farina 00 e marmellata di prugne (550 gr). In alternativa si possono riempire di pesto, che si prepara mescolando marmellate varie insieme con: pinoli, uva sultanina, pinoli, cacao, mostarda. Ogni pesto varia a seconda della padrona di casa però! Oggi è venduto anche nelle drogherie e nelle rivendite di alimentari ma farlo è una vera e propria arte e naturalemente il cuoco non vuole svelare la propria ricetta.

 CIAMBELLINE FRITTE

Ciambelline, foto di Annovi

Ciambelline, foto di Annovi

Per la festa di San Prospero, dovete assolutamente testare le frittelline della Pasticceria Torinese. Solitamente i titolari allestiscono un piccolo chiosco davanti al negozio e la fila è davvero lunga per accaparrarsi a 3 euro ben 5 frittelline ricoperte di zucchero. Una delizia per occhi e palato. Non si pensa alla dieta per la festa del nostro patrono! Voto 10

IL CASTAGNACCIO NON E’ SOLO MONTANARO

Foto di annov

Foto di annov

In molte località, tra ottobre e dicembre, si usa preparare anche il castagnaccio, una tortina fatta con farina di castagne. Rinomati i  ‘panett’  di Scandiano, fatti in passato in casa per celebrare la Fiera di S.Giuseppe (marzo). Alcuni forni, tra gli ingredienti, oggi mettono l’aggiunta del cacao! A rendere la tortina di castagne decisamente più dolce. Il castagnaccio è un dolce che amano anche in Appennino e si trova spesso durante le varie sagre della castagna. Per farlo servono: farina di castagne, zucchero, cacao, olio, acqua. C’è chi aggiunge anche uvetta alla ricetta, tipica di novembre, il mese che posticipa la raccolta delle castagne. 20 minuti il tempo di cottura a 200° dopo aver mescolato tuti gli ingredienti in modo omogeneo.

 Gloria Annovi

 

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Scritto da rem@rk il mar 13 2014. Registrato sotto CIBO, Dolci. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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