Reggio Emilia-Tokyo. Un viaggio nella terra del Sol Levante con Benedetta

Benedetta, quarta partendo da sinistra, con la sua classe a Tokyo

Il Tempio Asakusa, Tokyo

Foto di Benedetta Salsi

Foto di Benedetta Salsi

Ramen

Tenia, Tokyo. Foto di Benedetta Salsi

Benedetta Salsi

Conosciamo virtualmente la reggiana Benedetta Salsi per caso, in un colorato spazio web dedicato alla cucina, il suo blog dal titolo ‘Il cibo delle coccole’.

Benedetta Salsi, foto di Alessandra Toninello

Ci piace subito il suo modo di presentare i piatti e di presentarsi, un viso sorridente e uno sguardo  volto all’Oriente. E’ giovanissima ma capiamo che ha già ben presente che cosa vuole essere e cosa diventerà. Così la contattiamo, la seguiamo nei suoi consigli culinari e la incontriamo per un thè in tipico stile giapponese. Al posto delle teiere in ghisa questa volta, ci sono i suoi racconti su Tokyo e sulla sua esperienza trascorsa in questa affascinante città…

Come sei finita a Tokyo e che cosa ti affascina di più di questa cutura?

Mi sto laureando alla Triennale di lingue Orientali (Giapponese come prima lingua) dell’Università Cà Foscari di Venezia.

A Tokyo ho sostenuto l’ultimo esame di lingua, presso una scuola davvero valida, aperta a chiunque voglia imparare il giapponese: http://www.kudan-japanese-school.com/

La mia passione per questo paese è iniziata durante la scuola media, quando ho cominciato a leggere i fumetti manga, da lì la mia curiosità e interesse si sono ingranditi; la storia e la tradizione sono aspetti davvero affascinanti. Vivendo a Tokyo, poi, si nota come gli elementi tradizionali si fondono con la modernità, non soltanto a livello architettonico, ma anche tra la popolazione. Sicuramente durante il mio soggiorno di 3 mesi, una delle cose che più ho apprezzato è stata l’efficienza dei servizi, nella quotidianità.

Benedetta, quarta partendo da sinistra, con la sua classe a Tokyo

Che differenze hai notato tra le scuole giapponesi e quelle italiane?

Io sono stata in una scuola di lingua, quindi non ha nulla a che vedere con l’istruzione obbligatoria; per questo non potrei fare un vero paragone. Tuttavia, ho seguito un corso di inglese a New York nel 2010 e differenze con una scuola di lingue “occidentale” ce ne possono essere.

La scuola di Tokyo è davvero impegnativa e per chi frequenta un intero semestre (circa     10 settimane) è previsto l’esame finale: se si ha intenzione di passarlo, bisogna studiare seriamente!  inoltre a fine semestre, viene allestita una piccola cerimonia di consegna del “diploma” per chi conclude i propri studi e quindi non frequenterà più la scuola nel semestre successivo.

 

Tokyo è questa

Tokyo

ma anche questa

Il Tempio Asakusa, Tokyo

Un mix continuo tra passato e presente, tra tecnologia e antiche tradizioni o leggende. Qual’è la ‘faccia’ di Tokyo che più ama Benedetta?

Prima di questo soggiorno a Tokyo, avevo avuto modo di visitare il Giappone solo per una decina di giorni nel 2006 e durante quell’occasione mi ero innamorata di Kyoto e Nara (le antiche capitali), dove il lato antico e tradizionale caratterizza l’intera città. Tokyo non mi aveva affascinato molto, ma semplicemente perché non avevo avuto il tempo sufficiente per scoprirla. Devo dire che non c’è un lato che preferisco; chi ama Tokyo la ama proprio per il suo mix tra passato, presente e futuro!

Immagino che con la primavera, e la fioritura dei ciliegi questa città sia bellissima. C’è un parco o un giardino botanico che vuoi consigliarci?

Foto di Benedetta Salsi

Assolutamente sì! Tra i parchi più famosi e facili da trovare perché in zone conosciute, posso consigliare il parco Shinjuku Gyoen (fermata Shinjuku Gyoemmae della linea Marunochi Line oppure dalla fermata Shinjuku Sanchome della linea Shinjuku Line), il parco di Yoyogi (dove trovate il Meiji Jingu Shrine) che è un bellissimo e grandissimo parco (fermata Harajiku della Yamanote Line o fermata MeijiJingumae della Fukutoshin Line o della Chiyoda Line). Anche il parco del palazzo Imperiale, aperto ai turisti, è spettacolare. Per finire consiglio il Rikugien Garden, fermata Komagome della linea Namboku Line o della Yamanote Line. Per chi fosse interessato ad altri parchi, ci sono diversi siti che descrivono le zone verdi della città, come questo: http://www.asiarooms.com/en/travel-guide/japan/tokyo/tokyo-parks-and-gardens/rikugien-garden.html

 

Oltre a coltivare un grande interesse per la cultura giapponese sei anche una brava cuoca e hai un blog carinissimo, che io seguo con passione. Avrai quindi testato tantissimi ristoranti in Giappone. Consigli per noi di ReMark ?

Innanzitutto grazie per il complimento! Personalmente adoro la cucina giapponese che, ovviamente, non è fatta solo da Sushi e Sashimi (coma la nostra non è solo Pasta e Pizza).

Si mangia carne, verdure e la loro triade di tagliolini (udon, ramen e soba).

Tokyo è perfetta (come tutto il Giappone) per poter assaggiare tantissime pietanze spendendo poco: sì, perché se i trasporti o gli appartamenti sono cari, molti ristoranti non lo sono (ovviamente non mi riferisco a quelli di lusso, ma a quelli di “uso quotidiano”).

Foto di Benedetta Salsi

Le catene di “CoCo Curry House” sono ottime per provare i vari piatti a base di Curry (diverso dal nostro, molto più denso e scuro), come il CareKatsu; per assaggiare il Sukiyaki (un piatto a base di carne e verdure che cucinerete in una pentola), consiglio il ristorante MoMo Paradise, a Kabaukicho, la zona a nord di Shinjuku (con meno di 20 €, richiedete il “Tabehodai”: per 90 minuti i camerieri vi continueranno a portare gli ingredienti per il Sukiyaki o ShabuShabu, un’altra pietanza a base di carne. In altre parole, mangiare finchè si riesce a prezzo fisso). Per mangiare la Tenpura a basso costo c’è la catena Tenya: consigliatissima!

Tenya, Tokyo. Foto di Benedetta Salsi

Ci sono moltissime altre catene (e non solo) di cucina tipica giapponese davvero ottime (gli ingredienti sono freschi e spesso fatti sul momento, come nel caso degli Udon: la pasta è fresca!). Vi star consiglio di mangiare il Ramen, i famosi tagliolini in brodo e se avete tempo di andare al museo dedicato a questo piatto che si trova a ShinYokohama (circa 40 minuti di treno da Tokyo), dove potrete assaggiare i Ramen più famosi del paese (a seconda della zona del paese, gli ingredienti del Ramen cambiano).

Ramen

E dei ristoranti giapponesi reggiani, cosa ci dici?

Ovviamente non ce ne sono gestiti da veri giapponesi, ma lo Shibuya a S.Maurizio e il Sushiko a Pieve sono davvero buoni. In quest’ultimo potete anche mangiare la soba e il sushi con fragola o kiwi (da leccarsi i baffi)! :)

 

Molte case di moda italiane hanno aperto boutique in grandi città giapponesi, Max Mara compresa, è innegabile che i giovani giapponesi siano bravissimi a mixare capi glamour. Sono davvero pazzi per la moda. Hai notato che sia così verso quella italiana? Un negozio o mercatino da consigliarci poi per fare shopping?

A Tokyo ci sono migliaia di mode diverse: c’è chi segue la moda delle griffes (quindi anche la moda italiana è molto apprezzata), ci sono le varie “Lolita” da quelle Gothic a quelle White (sembrano delle bambole) o le Ganguro, ragazze lampadate, capelli schiariti e trucco che risalta l’abbronzatura. A Tokyo c’è proprio di tutto!

 

Un commento libero a questa immagine straordinaria

Fonte foto

Il Fuji San è il simbolo del Gippone: nelle giornate limpide si ha la fortuna di scorgere la sua vetta da Tokyo. E’ l’ideale per escursioni al fine di ammirare i colori autunnali o primaverili. E’ semplicemente spettacolare!

Che consigli dai ai giovani studenti che vogliono approcciarsi a questa lingua e passare qualche mese come te in questo paese?

Sicuramente il giapponese è una lingua difficile e necessita di molto impegno e passione. A mio parere l’università mi ha dato buone basi, ma il soggiorno a Tokyo e le lezioni nella scuola sono state le più utili e formative. Quindi il mio consiglio, se si è già laureati o se non si vuole fare un percorso universitario come il mio, è proprio quello di studiare il giapponese presso le scuole di lingua, i risultati saranno migliori e più veloci!

 

E infine, quale luogo reggiana ama frequentare la sera Benedetta?

Durante la giornata, se sono a studiare alla Biblioteca Panizzi, spesso prendo un caffè all’Europa o al caffè Blanc. Adoro il Paguro Caffè, per la sua infinita scelta di thè e infusi (ovviamente anche quelli giapponesi!). La sera ci si alterna tra Prospero, Prestige e Messicano.

 

Non poteva mancare un saluto in giapponese per il nostro sito….   :)

 

Possiamo timbrare anche questo Passaporto Emiliano!

Intervista di Gloria Annovi

gennaio 2012


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Scritto da Gloria il gen 10 2012. Registrato sotto LUOGHI, Passaporto Emiliano, VIAGGI. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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