ORIGINAL SOUNDTRACK Vol.6
ORIGINAL SOUNDTRACK
(ovvero la vita è quello che è….. almeno mettete una buona colonna sonora)
Due chicche soul per sconfiggere la calura.
Una carriera tra The Black Friday e Quintorigo, un amore incondizionato verso la black music ma soprattutto una voce ed un talento che può permetterselo tutto questo amore. Questo è Luca Sapio e l’album “Who Knows” condiviso con il talento del duo soul jazz Capiozzo & Mecco è la prova provata che l’anima esiste. Registrato in una settimana a New York, l’album vede in cabina di regia Thomas “TNT” Brenneck leggenda delle produzioni black già con Cee-lo, Mary J. Blidge, D’Angelo, Sharon Jones e Amy Winehouse tanto per non farsi mancare nulla.
Il risultato? Quasi un’ora di grande musica, sporca il giusto e con la magia che solo i suoni live possono trasmettere. Partecipano alla festa componenti dei The Extraordinaries, e su tutti la voce di Sapio, lontano anni luce da timori reverenziali ma forte di una passione e di una cultura soul di tutto rispetto. Ha stile, come si evince nella title track “Who Knows” di Marion Black e ha classe quando nei restanti brani originali sfodera organo hammond, chitarra acustica, groove solidi insomma il meglio del soul anni sessanta riveduto e corretto. E anche dagli States arrivano complimenti all’italiano anomalo…..
E che la ricetta sia la semplicità ed il ritorno a certi suoni lo si capta anche in “Time ‘s all Gone” esordio di Nick Waterhouse . Oddio qui si entra a buon diritto nell’America pre-Beatles ma il californiano dal look alla Buddy Holly che incide in analogico e predilige il vinile, ha un approccio al genere veramente da top player. I suoni sono veri e sporchi, la voce scazzotta i cori, i fiati intervengono a caricare i groove, insomma una cosina che se fosse uscita inizio sessanta sarebbe stata nello norma ma oggi suona quasi rivoluzionaria. Dentro all’album ci sono almeno quarant’anni di musica popolare americana, poi arriva la sterzata soul con una voce a volte stridula e arrangiamenti che non concedono nulla al piacionismo musicale. Duro e puro con modelli che spaziano da Duke Ellington a John Lee Hooker, da Aretha Franklin a Wilson Pickett , insomma micca roba da tutti. Talmente fuori dal tempo, vedi “Indian Love Cal”, “Say I Wanna Know” e “Teardrop Will Follow You”, da sembrare avanti…
Torniamo per un attimo alla festa di compleanno di Remark-re che si è svolta allo spazio Gerra venerdì 27 luglio. Voi non potete rendervi conto quanto si goda a mettere su dischi per una platea competente. Non che la cosa mi preoccupi o influenzi. Nella quindicina di serate che faccio in un anno da buon talebano premetto sempre che io metto soul. Nel 90% dei casi il commento finale è “però…bella musica” come se il genere fosse una cosa ai più sconosciuta o tenuta nascosta da chissa quale forza del male. Poi c’è un sereno 5%, in genere donne spiace rilevarlo, che ti chiede “ma non avete niente di latino-americano?” e qui mi assale la nostalgia degli anni 90 quando prima di ogni festa si appendeva il cartello alla consolle che a lettere cubitali annunciava ”No cazzo….non abbiamo niente di latino-americano” Infine arriva l’ultimo rosicato 5%. Quello che era al Gerra l’altra sera. Grazie anche a nome di Martha Wright, Stevie Wonder, Gil Scott Heron, Marvin Gaye, Prince, Ben L’Oncle Soul, Curtis Mayfield, John Legend, D’Angelo, Al Green……….E alla prossima
Alessandro Gandino ( 1964-vivente)
Da piccolo voleva giocare nella Juve, poi suonare nei Clash. Fallite entrambe le possibilità oggi è addetto stampa, giornalista, programmatore serale a K Rock Radiostation: Considera l’approdo Remark-Re il punto più alto della sua carriera.
URL breve: http://www.remark-re.it/?p=11806















