Il cimitero ebraico di Scandiano

Il muro di cinta, foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Foto di Gloria Annovi

Le lapidi, foto di Gloria Annovi

Il cimitero, foto di Gloria Annovi

Un tappeto di ghiande circonda la cinta muraria di questo antico cimitero (1350 m2 di terra), che si legge, fu alzata nel 1999, ad opera della stessa Amministrazione Comunale, in sostituzione della precedente del 1915. Sul sito del Comune leggo che: e’ con il conte Giulio Boiardo che si parla per la prima volta, nel 1547, di un cimitero ebraico, concesso a Vitale di Leone da Lodo habitator ne la terra di Scandiano, la cui attività di bancario, si sostituì a quella dei discendenti di Bonaventura, primo ebreo residente.

Il cimitero, foto di Gloria Annovi

Ma poi voglio cercare di capire meglio e mi documento con uno dei diversi libri che trovo in biblioteca. “Storia di una piccola comunità ebraica: Scandiano”. Di Lazzaro Padoa (a cui è dedicato il parco), uno degli ultimi rappresentanti della comunità ebraica di Reggio Emilia e Scandiano, sfuggito alla sorte dei campi di concentramento e illustre insegnante di Latino e Greco al Liceo Classico di Reggio Emilia.

Per iniziare è bene sapere che una comunità ebraica si insediò a Scandiano già nel 1400, questo secondo gli studi di Lazzaro Padoa, per raggiungere il suo masimo sviluppo nel ’700 e declinare nell’ ’800 ed estinguersi del tutto nella prima metà del ’900. Questa comunità ebbe anche un suo tempio, demolito nel 1960, e pare che nel XV secolo ci fosse già un cimitero ebraico nei dintorni di Scandiano. “Non mi è concesso sapere-scrive Padoa- se coincidesse con quello attuale’

Il muro di cinta, foto di Gloria Annovi

Quello di cui parla lo storico, ha forma rettangolare e si trova in Via Ariosto, nel così detto quartiere Morgone. Il primo muro di cemento fu eretto nel 1915 e una lastra all’entrata, a lato del cancello di ferro, dice: Cimitero israelitico. Questo muro di cinta fu eretto nell’anno 1915, in sostituzione della precedente recinzione costituita da una siepe, per contributo dell’O.P. iscraelitica e private offerte”

Foto di Gloria Annovi

Padoa, ricorda di aver sentito dalla madre che la comunità ebraica vendette una casetta posta nelle ‘Contradelle’, che, proprio in quegli anni ‘si andavano demolendo nel luogo che ora è occupato da P.zza Fiume’. Prima del muro di cinta a proteggerlo vi era solo una siepe e, sempre una volta, il luogo sacro era aperto a tutti ‘comprese le greggi-scrive-che un tempo numerosi sostavano da queste parti-. Oggi invece è chiuso e aperto solo in occasione di cerimonie, come nel caso del giorno della memoria (27 gennaio).

Foto di Gloria Annovi

Pochissime le lapidi ancora visibili, disposte lungo la parte EST del cimitero, tutte rivolte ad oriente. Nessuna anteriore al 1850. Dove oggi sorgono villette e palazzi, un tempo c’erano solo prati verdi, ai piedi delle prime colline. Se vi passerete noterete che si trova in un’area rialzata, in un parco dove oggi giocano molti bambini. Sempre nel suo libro, Padoa, fa una rassegna dei nomi presenti sulle lapidi, compresa quella di Mosè Padovani, ultimo rabbino scandianese morto nel 1865. Il cimitero fu infine ristrutturato nella primavera del 1987, grazie al sostegno del Premio Nobel Rita Levi Montalcini e del Comune, per essere poi inaugurato nell’ottobre ’92.

Le lapidi, foto di Gloria Annovi

Cammino in un freddo pomeriggio di gennaio, il sole gioca con i rami delle querce, crea ombre strane sulla parete del muro di cinta. Mi pare di scorgere una stella a sei punte. Qualcuno mi guarda incuriosito, forse in pochi  si addentrano nel parco in cerca di questo cimitero. Forse la paura di qualche altro fanatico che rovini le lapidi, come successe in passato. Ma io cerco solo verità. Sepolta lontano, nella memoria

Gloria Annovi


Come arrivare:

Provenendo da Reggio Emilia sulla Statale 467 girare a destra dopo il ponte del Tresinaro seguendo le indicazioni per il centro del paese, poi girare alla ottava strada a sinistra subito dopo alla prima a destra; da Sassuolo (MO) al semaforo proseguire diritto in direzione Reggio Emilia, prima del ponte del Tresinaro svoltare a sinistra e successivamente seguire le indicazioni sopra riportate. Su tutta la via, da ambo i lati, è possibile parcheggiare.

 

Chi fu Lazzaro Padoa:

Lazzaro Padoa (Reggio Emilia, 1915-1991) è stato uno degli ultimi rappresentanti delle comunità ebraiche di Scandiano e di Reggio Emilia. La sua famiglia materna, originaria, come dice anche il nome Almansi, di Almansa nella Murcia spagnola, si aggiunse sul finire del Seicento ad altre famiglie ebraiche stanziatesi nella parte scandianese degli Stati estensi fin dall’epoca boiardesca. Per conto dei signori di Scandiano gli Almansi furono infatti a lungo amministratori di banchi feneratizi, in sostanza i banchieri, esercitando influenze rilevanti sulle vicende locali. Lazzaro Padoa, laureatosi nel 1938 a Bologna con una tesi su Pindaro, dovette appena dopo subire le conseguenze delle tragiche discriminazioni determinatesi anche in Italia in conseguenza della approvazione delle leggi razziali da parte del regime fascista. Sfuggito in qualche modo alla sorte dei campi di concentramento nazisti, soltanto nel 1949, pienamente reintegrato nei suoi diritti di cittadino italiano, entrò nei ruoli dell’insegnamento per la cattedra di latino e greco, esercitando per un quarto di secolo, dal 1952 al 1977, un magistero di cultura e di umanità al Liceo classico «Ludovico Ariosto» di Reggio Emilia nei confronti di più generazioni di allievi che anche negli anni del riposo e fino alla morte gli testimoniarono gratitudine e affetto. Dal 1967 egli era andato pubblicando scritti relativi alle due comunità di Scandiano e di Reggio, scritti che poi raccolse in due distinti titoli rispettivamente nel 1985, Storia di una piccola comunità ebraica: Scandiano, e nel 1986, La comunità ebraica di Reggio Emilia, per cura delle due amministrazioni. Le due suddette raccolte, che si inseriscono a pieno titolo nel filone di studi rappresentato dal maggiore storico delle comunità ebraiche estensi oltre che della storia di Reggio, Andrea Balletti, sono qui ora ordinate in un unico volume a testimonianza del rigore di una tradizione che egli ha a lungo impersonato con grande coerenza.

 

 

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Scritto da Gloria il gen 27 2012. Registrato sotto Angoli Città, LUOGHI, VIAGGI. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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