Che festa è senza i Caplèt?

Foto di Gian Maria Annovi

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Se passate dalla nostra provincia, perchè chi ci abita lo sa bene, è davvero dura resistere alla tentazione di mangiare un prelibato piatto tipico della tradizione gastronomica locale, i cappelletti!

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Esportati al di là dell’Oceano e clonati persino dalle popolazioni asiatiche,  i nostri cappelletti sono tra i più gettonati di tutti i congelatori europei. In grado di convertire anche i più integralisti vegetariani, i “caplét” (in dialetto), sono il vero piatto forte della cucina reggiana.  Il termine “cappellettosi ritrova anche in Romagna (dove l’impasto è completamente diverso), nel bolognese, nel carpigiano e nel modenese, dove prende il nome di tortellino.

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La vera ricetta di casa nostra li vuole cotti nel brodo di cappone e serviti in una piccola tazza di ceramica, magari, accompagnati con un buon lambrusco doc. Mentre la cucina moderna invece, ce li propone serviti in ampi piatti o cestelli di parmigiano reggiano, con tanto di panna o crema di aceto balsamico.

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Ripieni di mortadella, prosciutto, vitello o maiale (a seconda delle preferenze e delle zone) questi “triangolini” di pasta all’uovo variano anche per le dimensioni (quello montanaro è un po’ più piccolo del nostro). Genuini, sani e appetitosi, i cappelletti, non mancano mai nella lista dei primi piatti di trattorie e ristoranti. Per tradizione si dovrebbero mangiare solo una volta a settimana, la domenica (il giorno della festa), ma quello che conta realmente è la ricetta: tramandata di generazione in generazione.

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Le 5 trattorie che vi consigliamo

1) Se vi trovate in centro a Reggio vi consigliamo di provare i cappelletti del “Ristorante Canossa” di Via Roma 37/b. Situato nel cuore della città è il luogo ottimale per mangiare in buona compagnia assaporando i piatti tipici della tradizione emiliana. Famoso per il suo carrello di bolliti e dolci è apprezzato da tutti gli estimatori di zuppa inglese e crema al mascarpone fatta in casa. Entrate e fatevi consigliare dal cameriere: non potete sbagliare.

Fascia prezzo: medio alta

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2) Amate i luoghi poco caotici e vi piace mescolare alla tradizione un pizzico di novità? Il ristorante Antiche Mura di Scandiano potrebbe fare giusto per voi.  Situato in pieno centro storico (Piazza Boiardo), in un palazzo del 600 interamente ristrutturato, è rinomato per i suoi cappelletti all’aceto balsamico serviti in una calda cialda di parmigiano reggiano. Raffinato ed elegante gode anche di una bellissima visuale: la rocca dei Boiardo visitabile, a soli due passi.

Facia prezzo: medio alta

3) Tavoli in legno, il perlinato alle pareti, tovagliette di carta… L’ospitalità semplice e calorosa di una vecchia trattoria della bassa reggiana. Si presenta così “L’Osteria sul Naviglio” (Via Capri, 22) di Rio Saliceto dove, narra la leggenda, si fermò persino il valoroso Napoleone a ristorare con il suo esercito. Non servono abito vistosi per fermarvi a fare uno spuntino. Il ristoratore sarà comunque cordiale con voi. Provate ad abbinare al cibo un buon lambrusco: a casa dell’oste non si può mai negare un buon bicchiere in compagnia.

Fascia prezzo: medio bassa

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4) Una lunga camminata sui sentieri di collina. Una scampagnata fuori porta per godersi il panorama della città dall’alto. Un vecchio bar-trattoria che narra la storia dei tanti passanti. ”La trattori del cacciatore” situata in via cà Bertacchi a Viano è conosciuta per i suoi tortelli, le sue pappardelle al cinghiale e per i suoi buonissimi cappelletti in brodo. La consigliamo a chi non si formalizza e ama il cibo sano. Assaggiate una fetta di torta nera e sorseggiatevi un bicchierino di grappa dopo il caffè. Avete tutto il tempo di smaltire con una sana camminata.

Fascia prezzo: medio bassa

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5) Via Manfredi, 3 a Gattatico: un bar, a fianco il negozio di alimentari e poi la trattoria “Da Franco”. Tutti gestiti dalle stesse persone. Vi sembrerà di pranzare/cenare a casa di accoglienti amici.

I piatti sono quelli della cucina emiliana: cappelletti, tagliatelle, polenta, cacciagione, carne alla griglia… Tutti di ottima qualità e serviti col sorriso. Basta solo decidere quali assaporare: la cucina emiliana doc non è tra le più light -vi avverto- perciò,  niente diete drastiche almeno, prima di esserci passati!

Fascia prezzo: bassa

 

 

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Scritto da gloria_editor il mag 18 2011. Registrato sotto Cibo, Rubriche. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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