AL VIA IL 57° EUROFESTIVAL
E così ci risiamo, ancora una volta a parlare di Eurovision Song Contest (meglio conosciuto in Italia come “Eurofestival” della canzone). La rassegna musicale europea arriva ogni anno in maggio, puntuale come i piumini che in questo periodo scendono dai pioppi; tuttavia, nel caso di questo mega-spettacolo globale non è affatto il caso di usare degli antistaminici. Al massimo si cambia canale, ma quello di ignorare l’Eurofestival è uno sport con sempre meno praticanti; gli indici d’ascolto complessivi sono in aumento anno dopo anno, e nel 2011 la serata finale è stata seguita da 110 milioni di persone. Una bella “brancatina”, come si dice dalle nostre parti…
E comunque: stavolta il palcoscenico è posto in Azerbaigian, a Baku, perché i rappresentati della “terra del fuoco” hanno vinto l’Eurovisione 12 mesi fa. Come ricorderete, a Duesseldorf furono Ell & Nikki a trionfare, con la loro trascinante “Running Scared” (“Correndo spaventati”); chi temeva che Ictimai Television (l’emittente azera affiliata al Circuito Eurovisione) non riuscisse ad organizzare l’edizione 2012, ha ricevuto una risposta netta e inequivocabile. Tale risposte è rappresentata dalla Baku Crystal Hall, una struttura faraonica realizzata sulle rive del Mar Caspio: tale capolavoro di ingegneria civile può ospitare fino a 30mila spettatori, e il governo dell’Azerbaigian si è impegnato in prima persona per realizzarlo stanziando ben 6 milioni di euro.
Ordunque: martedì 22 la prima semifinale, giovedì 24 la seconda, mentre sabato 26 lo spazio sarà per la finalissima che incoronerà il trionfatore (o la trionfatrice) della cinquantasettesima edizione; in tutti i casi, lo spettacolo avrà inizio alle ore 21 italiane (a Baku sarà mezzanotte…). Quarantadue in tutto le esibizioni in gara, in rappresentanza di altrettanti paesi.
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Di nuovo Italia
La Rai c’è, anche se l’audience del 2011 ha lasciato parecchio a desiderare. Appena 1 milione e 200 mila spettatori per la finalissima su Rai 2, che venne commentata dal duo Raffaella Carrà-Bob Sinclar e dal loro sinedrio di opinionisti (o presunti tali) provenienti dal programma “Tv Talk”. Stavolta il cavallo di viale Mazzini sarà in gara con Nina Zilli, la voce più soul della Val Trebbia, con il brano dal titolo “L’amore è femmina (out of love)”;
le qualità professionali della cantante sono indiscusse, il brano è semplice e diretto quanto basta per piacere al pubblico eurovisivo, e siamo certi che la coreografia sarà all’altezza. Rimane da sperare che la Rai creda nelle chance di successo della signora Maria Chiara Fraschetta (questo il vero nome della cantante piacentina); fin qui si è avuta l’impressione di una promozione piuttosto blanda nei confronti dell’evento, confidiamo di essere smentiti soprattutto questa settimana. Certo è che Mamma Rai ha dovuto incassare il rifiuto della Gialappa’s Band; annunciato in pompa magna come commentatore della serata finale, a sorpresa il trio comico milanese ha fatto marcia indietro venerdì scorso, a causa di “incomprensioni insanabili sull’impostazione dello show”. La Gialappa’s avrebbe probabilmente voluto bersagliare i cantanti con la comicità tagliente e irriverente (ma mai volgare) che la contraddistingue; tuttavia l’Eurovisione non è “Mai dire gol”, qui vita e opere di ogni interprete vanno illustrate in appena 50 secondi, e nel modo più convincente possibile. E in ogni caso: la Rai e i Gialappi non avrebbero potuto parlarsi prima? Quanto accaduto sembrerebbe avvalorare quanto dicevamo prima, ossia la scarsa attenzione che viale Mazzini riserva all’evento. Comunque: al loro posto i bravi Filippo Solibello e Marco Ardemagni, già padroni di casa del popolare programma di Radio 2 “Caterpillar”; hanno ricevuto un incarico al volo, speriamo abbiano tempo sufficiente per prepararsi al meglio. Solibello e Ardemagni racconteranno solo la finale, su Rai 2; la prima semifinale su Rai 5 (quella dove il pubblico italiano ha diritto di voto) sarà invece descritta da un’altra grande voce di Radio 2, quella della brava e simpatica Federica Gentile. Le semifinali non ci riguardano direttamente: la Rai è infatti ammessa di diritto alla finale, in quanto figura tra i maggiori contributori del Circuito Eurovisione.
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Bianca come la purezza, azzurra come la speranza
Bella poesia, eh? No, non siamo diventati fini esegeti dei componimenti in versi, ma vogliamo solo sottolineare che anche San Marino quest’anno si ripresenta. E lo fa con un’interprete che ha i numeri, eccome; mai come stavolta il raggiungimento della finale è stato così vicino per la tv del Titano, che spera a buon diritto di centrare l’obiettivo dopo le due eliminazioni in semifinale (2008 e 2010). La condottiera sammarinese è Valentina Monetta, interprete classe 1975 che si appresta a portare scompiglio (nel senso buono del termine, ovviamente) sul palco di Baku; con il brio che le è proprio anche fuori dal palcoscenico, questa “Monetta” così preziosa proporrà un brano sul fenomeno social network (che reca l’eloquente titolo di “The social network song”). Una canzone che porta la firma autorale di Ralph Siegel, uno che all’Eurovisione è sicuramente abituato ai risultati di spessore… Una canzone che ha un effetto strano: la si ricorda subito dopo averla ascoltata per la prima volta, avvenimento di certo non così comune. Negli ultimi due mesi Valentina si è impegnata strenuamente nella promozione del proprio lavoro, andando qua e là in giro per l’Europa; sempre rigorosamente vestita con i colori di San Marino, quasi fossero una sorta di divisa aziendale. Il bianco e l’azzurro: bianco come la purezza del suo entusiasmo, azzurro come la speranza di un posto in finale. Sm Tv San Marino (canale 73 del digitale terrestre) trasmetterà tutte e tre le finali, con commento di Lia Fiorio e Gigi Restivo comme d’habitude. Il tutto governato dalla sapienza del capodelegazione sammarinese Alessandro Capicchioni.
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Svizzera “indistruttibile”
Impossibile non spendere due parole sulla proposta svizzera, che quest’anno viene esplicitata dai signori Ivan e Gabriel Broggini di Losone (nelle vicinanze di Locarno). Questi due fratelli sulla trentina compongono il duo dei “Sinplus”, e si sono aggiudicati prima la finale regionale della Svizzera italiana (che si è svolta a novembre presso la discoteca Temus di Agno, nel luganese), poi hanno prevalso nella finale nazionale elvetica che si è tenuta in dicembre a Kreuzlingen. In tale occasione si presentò anche Lys Assia; si tratta della quasi novantenne interprete argoviese che vinse la prima edizione dell’Eurovisione, tenutasi a Lugano il 24 maggio 1956. Con l’autobiografica “C’etait ma vie”, l’inossidabile ugola rossocrociata sperava che il pubblico rendesse omaggio alla sua strepitosa carriera, oltre a premiarla per il coraggio di andare a sfidare tanti “giovinastri” della canzone. Ciò non è accaduto: Lys Assia bravissima un’altra volta, ma, si sa, i tempi cambiano e i gusti musicali del pubblico pure. E allora, spazio al duo ticinese e alla sua “Unbreakable”, ossia “Indistruttibile”; un concentrato di energia, che denota la consistente professionalità con cui i Sinplus si stanno avvicinando all’evento. Magari il genere non è di quelli che piacciano a tutti, ma la canzone, nel suo complesso, ha le carte in regola per farsi senz’altro rispettare anche nel riscontro di classifica. Una nota per i commentatori dell’Eurovisione che la Televisione della Svizzera Italiana ha mandato a Baku: insieme al celebre cantante Paolo Meneguzzi (ticinese anche lui e già in gara per la Svizzera nell’edizione 2008 a Belgrado) ci sarà Clarissa Tami, presentatrice tra le più apprezzate della tv ticinese. Una Clarissa Tami che ha un pregio non indifferente: quello di non assomigliare a nessun suo collega e di saper porsi con uno stile inimitabile, fatto di competenza e di una cifra verbale notoriamente lineare e comprensibile senza però risultare monocorde. Un’opera d’arte del mondo televisivo, insomma…
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Grecia, sorridi!
http://youtu.be/MoR-I-IiNzw
Sia Valentina Monetta che i Sinplus canteranno durante la prima semifinale; lo stesso accadrà a Eleftheria Eleftheriou, l’interprete messa in campo dalla televisione pubblica greca Ert. “A dir le sue virtù basta uno sguardo”, si potrebbe dire parafrasando Beniamino Placido; ciononostante, il dirompente aspetto fisico non è affatto l’unico asso nella manica di questa 23enne greco-cipriota. Dalla sua parte c’è una vocalità gradevole e armoniosa, ma anche il modo in cui Eleftheria sa prendere l’evento: il successo non le ha dato alla testa, e già nei tour promozionali ha evitato qualsiasi spocchioso atteggiamento da diva. Il titolo della canzone è tutto un programma: “Aphrodisiac”, ossia “Afrodisiaco”. Con un tema del genere sarebbe facilissimo sfociare in inutili ammiccamenti, in mosse senza costrutto, in un’interpretazione fatta più di fisico che non di voce. Eleftheria sa sfuggire alla trappola, mantenendo una sorta di singolare signorilità giovanile anche in un brano come questo: il fisico può essere importante, ma… la musica è fatta in primo luogo di voce, e la signora ha dimostrato di saperlo. Il suo “afrodisiaco” porterà un po’ di sorriso ai greci, così provati dalla durissima situazione politico-economica che le genti elleniche stanno vivendo. Di questi tempi, farli divertire non è cosa da poco, Eleftheria…
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Ghiaccio bollente
“Ghiaccio bollente” in Scandinavia, perchè i brani provenienti da quell’area non sono certo destinati a rimanere indifferenti al grande pubblico dell’Eurovision. A iniziare da quello della finlandese ex campionessa di pallamano Pernilla Karlsson, che presenta un motivo scritto a quattro mani con il fratello Jonas; “När jag blundar” (“Quando chiudo i miei occhi”) è una delicata canzone dedicata alla loro madre, “un omaggio all’affetto e agli sforzi che ci ha riservato e continua a riservarci”, ha detto Pernilla. Si tratta di una proposta in lingua svedese, perché i due fratelli fanno parte della minoranza svedese in Finlandia. E, a proposito di Svezia, grandi consensi anche per Loreen e la sua “Euphoria”, che ha ottime probabilità di proseguire il solco della lunga tradizione di successi raccolti negli anni dalla tv di Stoccolma. La Norvegia schiera invece Tooji, interprete di origine iraniana in gara con una canzone che reca il semplice titolo di “Stay”. La Finlandia canterà nella prima semifinale, mentre Svezia e Norvegia saranno di scena giovedì.
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Qua e là…
Tra le altre proposte in gara si segnala quella dell’israeliano Izabo, in gara con un brano dal gradevole sapore vintage che si intitola “Time” (“Tempo”); anche in questo caso, l’appuntamento con lui è quantomeno per la prima semifinale. E gli altri “grandi”, oltre all’Italia? Con il termine “Big 6” si designano gli interpreti delle tv pubbliche che sono ammesse di diritto alla finalissima. France Television può contare su Anggun, celeberrima anche in Italia per canzoni come “A rose in the wind”, “Snow on the Sahara” e “Amore immaginato” (quest’ultima in coppia con Piero Pelù); stavolta l’inteprete indonesiana viaggia sulle onde dell’eco, visto che il suo motivo si intitola proprio “Echo (You and I)”. Quanto al Regno Unito, la Bbc va sul sicuro con Engelbert Humperdinck, soprannominato “The king of romance” (“Il re della musica romantica”); il cantante di “Spanish eyes” e di “A man without love” (cover di “Quando m’innamoro” di Anna Identici) sarà in gara con “Love will set you free” (“L’amore ti renderà libera”); una melodia che si inquadra al meglio nella storia che contraddistingue questo cantante. Humperdinck, a 76 anni di età, è il concorrente più anziano che abbia mai gareggiato all’Eurovision; sabato canterà per primo e ciò in genere non rappresenta un gran vantaggio per la classifica, ma, si sa, i campioni come Engelbert non si accorgono di niente. La tedesca Ard, già vincitrice due anni fa con la straordinaria Lena Meyer-Landrut, punta su Roman Lob e la sua “Standing still”; i padroni di casa azeri di Ictimai Television si affidano invece alla frizzante Sabina Babayeva e alla sua “When the music dies” (“Quando la musica si spegne”).
La spagnola Tve ha invece in Pastora Soler la propria portabandiera; Pastora presenterà quello che in patria hanno già definito un “baladòn” (un “ballatone”, pressappoco). La canzone è “Quedate conmigo”, e da più parti si ritiene che la tv iberica possa raggiungere il migliori risultato di classifica degli ultimi anni (dal 2000 a oggi, la classifica è sempre stata avara di soddisfazioni con la Spagna). Una nota sul commentatore di Tve (“el comentarista”, come lo chiamano là), che sarà per il secondo anno consecutivo il giornalista Josè Maria Iñigo; Iñigo ha battuto la concorrenza del sempiterno Josè Luis Uribarri, che avrebbe gradito molto tornare al microfono per l’ennesima volta.
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Tante cose ci sarebbero ancora da dire… Ma le altre ve le lasciamo scoprire! Martedì 22 quindi la prima semifinale, in diretta sui canali Rai 5, Sm Tv San Marino e Rsi La 2; giovedì 24 la seconda su Sm Tv, sabato 26 la terza su Rai 2, Sm Tv e Rsi. In tutti i casi, come detto, si partirà alle ore 21. Buona visione!
Nicolò Rinaldi
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